{"id":1489,"date":"2026-03-24T16:06:40","date_gmt":"2026-03-24T08:06:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/?p=1489"},"modified":"2026-04-20T12:47:49","modified_gmt":"2026-04-20T04:47:49","slug":"del-servo-di-dio-don-gaetano-nicosia-s-d-b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/?p=1489","title":{"rendered":"DEL SERVO DI DIO DON GAETANO NICOSIA S.D.B."},"content":{"rendered":"\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gen4-\u5c07\u76f8\u7247\u6539\u6210\u5f69\u8272\u6cb9\u756b\u98a8\u96aa-a-2.png\" alt=\"\u5929\u4e3b\u5fe0\u50d5 \u80e1\u5b50\u7fa9\u795e\u7236\" height=\"1088\" width=\"1920\" title=\"\u5929\u4e3b\u5fe0\u50d5 \u80e1\u5b50\u7fa9\u795e\u7236\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/\u80e1\u5b50\u7fa9\u795e\u7236\u901a\u529f\u55ae_\u610f\u6587.jpg\"  target=\"_self\" itemprop=\"url\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/\u80e1\u5b50\u7fa9\u795e\u7236\u901a\u529f\u55ae_\u610f\u6587.jpg\" alt=\"Preghiera per la Beatificazione del Servo di Dio Don Gaetano Nicosia S.D.B.\" height=\"1228\" width=\"827\" title=\"\u80e1\u5b50\u7fa9\u795e\u7236\u901a\u529f\u55ae_\u610f\u6587\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t\t\t\t<\/a>\n\t<\/figure>\n\t\n<h3><a href=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/?p=1373\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/\u8a9e\u6587-icons-01.png\" alt=\"\" width=\"50\" height=\"50\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/?p=1483\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/\u8a9e\u6587-icons-02.png\" alt=\"\" width=\"50\" height=\"50\" \/><\/a> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sdb.org.hk\/sanctity\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/\u8a9e\u6587-icons-03.png\" alt=\"\" width=\"50\" height=\"50\" \/><\/h3>\n\n<h1><strong>BREVE PROFILO BIOGRAFICO<br \/>\n<\/strong><strong>DEL SERVO DI DIO DON GAETANO NICOSIA S.D.B. MISSIONARIO IN CINA<\/strong><br \/>\n(1915-2017)<\/h1>\n<p>Gaetano Nicosia nasce a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, il 3 aprile del 1915. Di umili natali, all&#8217;et\u00e0 di due anni perde il padre, deceduto di malattia presa sul fronte di battaglia durante la Prima guerra mondiale. Cresce in famiglia accompagnato solo da Mamma Grazia e dall&#8217;unico fratello Salvatore, creando con loro uno splendido trio d&#8217;affetto e d&#8217;amore. A cinque anni comincia a conoscere Don Bosco, frequentando l&#8217;Oratorio festivo volante organizzato dai giovani Salesiani di Catania nella Chiesa Madre di San Giovanni la Punta. Preparato dai chierici dell&#8217;Oratorio festivo, a sette anni fa la Prima Comunione. Undicenne entra nella scuola salesiana di Caltagirone dove per la prima volta sente la divina chiamata a donare la sua vita al servizio dei malati affetti dal morbo di Hansen. A sedici anni matura la vocazione salesiana, entrando nell&#8217;Aspirantato salesiano di Pedara. A diciassette anni matura la vocazione missionaria, entrando nell&#8217;Aspirantato missionario di Gaeta. Ne segue quindi il percorso di formazione e nel 1935, ventenne, quale aspirante missionario, viene inviato a Hong Kong (Cina), dove arriva il 2 novembre. Nella Salesian Missionary House di Shau Kei Wan, l&#8217;8 dicembre 1935 inizia il Noviziato. Uno dei suoi compagni di noviziato, pochi anni dopo, dar\u00e0 la vita per la fede nelle carceri comuniste del continente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La costituzione fisica di Gaetano \u00e8 gracile e il maestro dei novizi non ritiene opportuno che faccia la professione religiosa insieme con i suoi compagni e lo vorrebbe rimpatriare. Gaetano si affida quindi all&#8217;Ispettore Don Carlo Braga: \u00abMi recai da lui in lacrime per impedire il rimpatrio. Mi guard\u00f2, mi ascolt\u00f2, ed ebbe fiducia in me\u00bb. Sei mesi dopo i suoi compagni di noviziato, il 4 giugno 1937, Festa del Sacro Cuore di Ges\u00f9, Gaetano emette i suoi primi voti come Salesiano di Don Bosco.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel 1939 Nicosia \u00e8 destinato all&#8217;Orfanotrofio dell&#8217;Immacolata Concezione di Macao (oggi Instituto Salesiano) per il tirocinio pratico. Sono anni di guerra. A Macao arrivano migliaia di rifugiati dalla Cina e da Hong Kong. La gente muore di fame: \u00abNella nostra scuola avevamo ottocento studenti. Il governatore ci concedeva una parte del riso che ogni venerd\u00ec arrivava dalla Thailandia. E cos\u00ec salvammo la vita dei ragazzi\u00bb. Quando nel 1942 la Societ\u00e0 Salesiana accetta lo Yuet Wah College, Don Michele Suppo ed il chierico Gaetano Nicosia sono i primi Salesiani a lavorare per ben sei anni in quella scuola.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono anni nei quali Gaetano \u00e8 impegnato sia in un&#8217;intensa attivit\u00e0 catechistica, sia negli studi di teologia finalizzati all&#8217;ordinazione sacerdotale, che ha luogo &#8211; sempre a Macao &#8211; il giorno della Festa dell&#8217;Annunciazione, il 25 marzo del 1946 nella Chiesa del Seminario Diocesano intitolata a San Giuseppe. Nel 1948-1949, Don Gaetano Nicosia per un anno scolastico lavora nella incipiente Salesian School di Shau Kei Wan e per un altro anno (1949-1950) \u00e8 collaboratore di Mons. Michele Arduino, vescovo di Shiuchow (ora Shaoguan) nella provincia di Guangdong, presso una delle pi\u00f9 antiche comunit\u00e0 cattoliche presenti in Cina, risalente all&#8217;evangelizzazione del gesuita Padre Matteo Ricci, che in quella citt\u00e0 visse dal 1589 al 1595. \u00c8 cos\u00ec che Don Gaetano testimonia con i suoi occhi la liberazione comunista di Shiuchow il 7 ottobre 1949, Festa della Madonna del Rosario.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A causa degli ulteriori sviluppi della liberazione comunista sul continente, Don Nicosia non pu\u00f2 pi\u00f9 tornare a Shiuchow, che aveva lasciato alla fine del 1950 per tornare in patria a vedere la mamma. Tornato a Hong Kong nel 1952, per una decina di anni si dedica ad attivit\u00e0 educative e pastorali presso la scuola di San Luigi e la parrocchia di Sant&#8217;Antonio (con un anno di trasferta nella Aberdeen Trade School, 1956-1957).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 per\u00f2 insoddisfatto: desidererebbe essere inviato in una missione con i pi\u00f9 poveri, anzi con i malati del morbo di Hansen, come aveva promesso, ragazzo undicenne, a Ges\u00f9. Inoltre, il 17 luglio 1943, l&#8217;allora chierico Gaetano Nicosia aveva fatto voto al Signore, se avesse salvato mamma Grazia e il fratello Salvatore dagli orrori della guerra, di dedicarsi totalmente, col permesso dei Superiori, alla cura dei malati di morbo di Hansen. Proprio mentre i Superiori stanno organizzando il suo invio ad Agua de Dios (lebbrosario salesiano in Colombia) e Don Gaetano Nicosia sta lavorando temporaneamente a Cheung Chau come Vice-Direttore della comunit\u00e0 e Direttore dell&#8217;Oratorio Festivo, il vescovo di Macao, Mons. Paulo Jos\u00e9 Tavares, domanda all&#8217;Ispettore salesiano Don Luigi Massimino un missionario da mandare presso il lebbrosario nell&#8217;isola di Coloane. \u00c8 cos\u00ec che il desiderio di Don Nicosia di vivere la missione con i pi\u00f9 poveri e gli ultimi, viene inaspettatamente esaudito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratta di un compito estremamente impegnativo, poich\u00e9 gli hanseniani, dapprima una sessantina poi cresciuti a circa un centinaio, vivono nel lebbrosario in stato di relativo abbandono, dopo la chiusura delle strutture ad essi dedicate in Cina ed il loro concentramento a Coloane. Le autorit\u00e0 governative ed ecclesiali di Macau non riescono ad occuparsi adequatamente di loro e i malati, che l\u00ec sono reclusi, non ricevono tutta l&#8217;assistenza di cui avrebbero bisogno, ma solo quella minima indispensabile da parte del medico preposto alla loro cura che li visita. Saltuariamente visitano il villaggio anche le Suore Canossiane di Coloane ed il Parroco di Taipa, da cui depende Coloane. Tra i Salesiani che prima di Don Nicosia si recavano saltuariamente a visitare gli hanseniani di Coloane vi \u00e8 Don Luigi Montini. \u00c8 un cugino di Mons. Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI ed all&#8217;epoca uno dei principali funzionari della Santa Sede). Don Luigi Montini aveva ottenuto aiuti sostanziosi per istituire una piccola scuola agricola sul versante Ovest della remota isola di Coloane per orfani e rifugiati dalla Cina. Accorreva al lebbrosario sul versante Est dell&#8217;isola quando chiamato per amministrare l&#8217;Unzione degli Infermi ecc.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante questa cura occasionale, chi, affetto dal morbo di Hansen, veniva inviato nel lebbrosario di Coloane era destinato a rimanervi fino alla morte, senza speranza alcuna di ritorno al precedente stato di vita. Oltretutto, anche in caso di guarigione, gli ex malati sarebbero probabilmente respinti dalla societ\u00e0, talmente forte \u00e8 lo stigma sociale determinato dalla loro malattia. \u00c8 triste dover dire che non mancano persone che, disperate, si suicidano all&#8217;interno della struttura gettandosi dalle rocce nel mare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il 12 agosto 1963 alle 3 del pomeriggio Don Gaetano Nicosia, accompagnato dal Coadiutore salesiano Sig. Maurizio Kwan Nim Cheong, sbarca nei pressi di K\u00e1-H\u00f3, un angolo remoto sul versante Est dell&#8217;isola di Coloane. Il villaggio degli hanseniani \u00e8 raggiungibile solo in barca, ma nemmeno i barcaioli vogliono scendere a terra, per non entrare in contatto con gli ammalati, e i viveri vengono tirati a riva con le corde. Appena arrivato, Don Nicosia d\u00e0 un nuovo nome al villaggio, chiamandolo &#8220;Villaggio dell&#8217;Addolorata&#8221;. L\u00ec Don Nicosia accoglie i malati e chiunque abbia bisogno di cure, non solo fornendo loro le medicine, ma anche, e soprattutto, dando loro una speranza. Per ben quarantasette anni sar\u00e0 l&#8217;amico e il fratello di tutti, ascoltandoli e dando loro conforto al momento giusto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Avvia quindi un piano di intervento che prevede non soltanto la cura medica dei malati, ma anche il miglioramento delle condizioni igieniche e abitative e la predisposizione di attivit\u00e0 lavorative: l&#8217;alimentazione diviene adeguata; l&#8217;ambiente \u00e8 mantenuto pulito e ordinato; le casette del villaggio vengono sistemate e rinnovate; altre strutture vengono edificate e soprattutto nel 1966, in sinergia colla Diocesi, viene eretta una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata. Infine, il villaggio viene reso autosufficiente per quanto riguarda l&#8217;acqua e l&#8217;energia. A ogni persona viene affidato un compito, retribuito: chi fa il falegname, chi il meccanico, chi l&#8217;autista. Chi risulta abile \u00e8 arruolato nella coltivazione dei campi, nell&#8217;artigianato, nell&#8217;allevamento.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Villaggio dell&#8217;Addolorata si d\u00e0 un Consiglio per le decisioni comuni. Don Nicosia vive con loro, in mezzo a loro, portando dignit\u00e0, benessere e salute: fa giungere nella struttura medici e infermieri che prestino le cure mediche adeguate. I risultati non tardano ad arrivare: molte persone guarite, per le quali Don Nicosia si premura di trovare un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa, riescono a reinserirsi nella societ\u00e0. Negli anni &#8217;70, una quarantina di persone vengono dimesse. Un&#8217;altra settantina un po&#8217; alla volta, tornano a vivere nel mondo. Per alcuni di loro il reinserimento resta per\u00f2 difficile: la famiglia d&#8217;origine non li accetta. E c&#8217;\u00e8, quindi, chi decide di tornare a vivere nel Villaggio dell&#8217;Addolorata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Durante quegli anni, la cura verso gli ultimi va di pari passo con un&#8217;intensa attivit\u00e0 di apostolato. Cos\u00ec, se prima del suo arrivo nel lebbrosario di Coloane i cattolici erano pochissimi &#8211; una quindicina -, attraverso il suo esempio di vita, la condivisione delle sofferenze e la proposta della parola di Dio, le conversioni alla fede cristiana si moltiplicano nel tempo. Il Villaggio dell&#8217;Addolorata viene chiamato la &#8220;Citt\u00e0 della gioia&#8221;, in primo luogo per le cure rivolte alle anime dei suoi residenti, ai quali Don Nicosia indica un altro possibile modo di affrontare la malattia e le sue conseguenze: quello dell&#8217;imitazione di Cristo crocifisso. \u00c8 il segno che il fine ultimo della missione, al di l\u00e0 dei benefici materiali e delle cure corporali di cui si pu\u00f2 fare promotrice, rimane sempre la salvezza eterna delle anime. Non solo Don Nicosia parla della fede, ma la sua testimonianza \u00e8 tale che tutti i residenti del Villaggio dell&#8217;Addolorata si convertono alla Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un gran numero di persone volonterose, attratte dall&#8217;esempio di Don Gaetano Nicosia, si lasciano successivamente coinvolgere nel suo lavoro di fede e di amore a favore dei nostri fratelli e sorelle hanseniani: le Suore Annunziatrici del Signore (SAL), le Volontarie di Don Bosco (VDB), le Suore di Nostra Signora degli Angeli (MNDA), le Missionarie Francescane di Maria (FMM), le Suore della Carit\u00e0 di S. Anna (HCSA); queste ultime vi lavorano fino ad oggi nel Centro de Santa L\u00facia. Di grande aiuto a Don Gaetano Nicosia sono gli altri tre grandi amici dei poveri in Macau: il Gesuita Padre Lu\u00eds Ruiz Su\u00e1rez SJ, la Canossiana Madre Maria Goisis FdCC e il sacerdote diocesano Padre Lancelote Miguel Rodrigues. Tante altre persone di Macau, membri del Governo, membri dei servizi medici ed infermieristici, membri di associazioni ecclesiali e civili, membri del clero diocesano e religioso offrono il loro aiuto a Don Nicosia, che viene sostenuto anche da una fittissima rete di benefattori e benefattrici da tutto il mondo. Ammirevole \u00e8 anche la relazione di stretta collaborazione che Don Nicosia nutre con tutte le prime autorit\u00e0 ecclesiali (Vescovi) e civili (Governatori e Chief Executives) di Macau.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Villaggio dell&#8217;Addolorata \u00e8 a circa un chilometro di distanza da K\u00e1-H\u00f3, il pi\u00f9 vicino villaggio, pieno di bambini. Don Gaetano Nicosia si prende cura anche di loro, organizzando tra loro l&#8217;Oratorio festivo gi\u00e0 la seconda domenica dopo il suo arrivo. Per bambini e adolescenti che non hanno altre possibilit\u00e0 di scolarizzazione, Don Nicosia costruisce due scuole in K\u00e1-H\u00f3: la Escola S. Jos\u00e9 per bambini e bambine, la Escola Dom Lu\u00eds Versiglia per adolescenti. Ambedue le scuole sono internati. Affider\u00e0 poi la prima alle cure delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la seconda alle cure dei Salesiani di Don Bosco.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per bambini spastici, gi\u00e0 nel 1968 Don Nicosia aveva aperto un&#8217;opera per loro in una villa data dal vescovo sulla Penha. Similmente, nelle vicinanze del Villaggio dell&#8217;Addolorata fonda il Centro Santa Lucia per donne bisognose. A cominciare dal 1980, Don Nicosia aiuta le migliaia di hanseniani della provincia del Guangdong, dove collabora con le autorit\u00e0 locali al recupero dei malati e dei bambini, figli di pazienti hanseniani, offrendo loro educazione scolastica e sostegno per il loro futuro. Non a torto Don Gaetano Nicosia \u00e8 stato chiamato &#8220;Angelo degli Hanseniani&#8221; e &#8220;Padre dell&#8217;infanzia povera e abbandonata&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;opera di Don Nicosia a Coloane, a Macau e sul continente continua ininterrotta fino al 23 settembre 2010, quando una grave caduta mina la sua salute, per cui deve essere portato all&#8217;ospedale. L&#8217;11 ottobre viene trasferito a Hong Kong, prima nel St. Paul&#8217;s Hospital delle Suore di St. Paul de Chartres (SPC) in Causeway Bay e poi nella St. Mary&#8217;s Home for the Aged delle Piccole Sorelle dei Poveri (LSP) in Wong Chuk Hang Aberdeen, con un&#8217;interruzione di due anni (2015-2016) nella Braga House della Salesian Missionary House di Shau Kei Wan.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Negli ultimi anni in cui il fisico, a causa dell&#8217;et\u00e0, diventa debole e la salute peggiora, riesce ancora ad andare due volte in Italia &#8211; accompagnato dal vescovo emerito di Hong Kong, il cardinale salesiano Joseph Zen Ze Kiun. Prima, nel 2012, per partecipare ad Acireale di Catania alla Beatificazione del suo compaesano e amico del cuore Padre Gabriele Maria Allegra O.F.M. Poi, nel 2015, per i suoi cent&#8217;anni e i duecento anni di Don Bosco, incontrando a Roma Papa Francesco e Papa Emerito Benedetto XVI, ed a Torino il nuovo Rettor Maggiore dei Salesiani Don \u00c1ngel Fern\u00e1ndez Artime.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nasce al cielo, come speriamo, la sera del 6 novembre 2017, all&#8217;et\u00e0 di cento e due anni, dopo una vita tutta orientata a vivere il <em>Da mihi animas cetera tolle<\/em> di Don Bosco. Muore circondato da una dozzina di persone: Salesiani, Volontarie di Don Bosco, una Piccola Sorella dei Poveri, inservienti di ruolo e volontarie, ex-allieve della sua scuola, e due adolescenti, tutti che pregano attorno al suo letto. \u00c8 lucido fino all&#8217;ultimo. Quella mattina &#8211; intuendo che era giunta l&#8217;ora della morte &#8211; aveva chiesto a una Piccola Sorella dei Poveri di cercare un sacerdote per l&#8217;unzione degli infermi. I confratelli salesiani accorrono e il cardinale Joseph Zen celebra la santa Messa al suo capezzale, permettendo cos\u00ec a Don Nicosia di ricevere l&#8217;Ultima Comunione (Viatico) poco prima della morte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un doppio funerale viene celebrato per lui. Il primo \u00e8 celebrato a Hong Kong nella St. Anthony&#8217;s Church, dove Don Nicosia aveva servito da giovane prete per ben dieci anni, con la Messa da Requiem la sera del venerd\u00ec 10 novembre e la Messa Funebre il pomeriggio del sabato 11 novembre. La domenica 12 novembre i suoi resti mortali vengono trasportati (via Cina continentale) a Macau, dove Don Nicosia ha passato ben cinquantasei anni della sua lunga vita. Nella cattedrale di Macau ha luogo il secondo funerale, con la Messa da Requiem il luned\u00ec 13 novembre sera e la Messa Funebre la mattina di marted\u00ec 14 novembre. Poi i suoi resti mortali vengono sepolti presso il Cimitero San Michele di Macau, nel sepolcreto salesiano, dove i resti mortali dei Salesiani morti a Macau &#8220;aspettano la risurrezione&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rispondendo alla diffusa convinzione che nella vita e nel lavoro di Don Gaetano Nicosia Dio ha impresso uno splendido segno della sua amorosa presenza, il Vescovo di Macau Mons. Stephen Lee Bun Sang il 17 gennaio 2026, nella Chiesa dell&#8217;Addolorata a Coloane, circondato da una folla di fedeli, ha dato pubblico inizio alla Inchiesta Diocesana sulla fama di santit\u00e0 e di segni e sulla eroicit\u00e0 delle virt\u00f9 del &#8220;Servo di Dio Don Gaetano Nicosia, missionario salesiano in Cina&#8221;.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BREVE PROFILO BIOGRAFICO DEL SERVO DI DIO DON GAETANO N 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