出生地
意大利 西西里島
San Giovanni la Punta
(卡塔尼亞)
出生日期
1915年4月3日
去世日期
2017年11月6日
享年:102
身份
慈幼會士
列品案開始日期
2026年1月17日
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BREVE PROFILO BIOGRAFICO
DEL SERVO DI DIO DON GAETANO NICOSIA S.D.B. MISSIONARIO IN CINA
(1915-2017)
Gaetano Nicosia nasce a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, il 3 aprile del 1915. Di umili natali, all’età di due anni perde il padre, deceduto di malattia presa sul fronte di battaglia durante la Prima guerra mondiale. Cresce in famiglia accompagnato solo da Mamma Grazia e dall'unico fratello Salvatore, creando con loro uno splendido trio d'affetto e d'amore. A cinque anni comincia a conoscere Don Bosco, frequentando l'Oratorio festivo volante organizzato dai giovani Salesiani di Catania nella Chiesa Madre di San Giovanni la Punta. Preparato dai chierici dell'Oratorio festivo, a sette anni fa la Prima Comunione. Undicenne entra nella scuola salesiana di Caltagirone dove per la prima volta sente la divina chiamata a donare la sua vita al servizio dei malati affetti dal morbo di Hansen. A sedici anni matura la vocazione salesiana, entrando nell'Aspirantato salesiano di Pedara. A diciassette anni matura la vocazione missionaria, entrando nell'Aspirantato missionario di Gaeta. Ne segue quindi il percorso di formazione e nel 1935, ventenne, quale aspirante missionario, viene inviato a Hong Kong (Cina), dove arriva il 2 novembre. Nella Salesian Missionary House di Shau Kei Wan, l'8 dicembre 1935 inizia il Noviziato. Uno dei suoi compagni di noviziato, pochi anni dopo, darà la vita per la fede nelle carceri comuniste del continente.
La costituzione fisica di Gaetano è gracile e il maestro dei novizi non ritiene opportuno che faccia la professione religiosa insieme con i suoi compagni e lo vorrebbe rimpatriare. Gaetano si affida quindi all'Ispettore Don Carlo Braga: «Mi recai da lui in lacrime per impedire il rimpatrio. Mi guardò, mi ascoltò, ed ebbe fiducia in me». Sei mesi dopo i suoi compagni di noviziato, il 4 giugno 1937, Festa del Sacro Cuore di Gesù, Gaetano emette i suoi primi voti come Salesiano di Don Bosco.
Nel 1939 Nicosia è destinato all’Orfanotrofio dell'Immacolata Concezione di Macao (oggi Instituto Salesiano) per il tirocinio pratico. Sono anni di guerra. A Macao arrivano migliaia di rifugiati dalla Cina e da Hong Kong. La gente muore di fame: «Nella nostra scuola avevamo ottocento studenti. Il governatore ci concedeva una parte del riso che ogni venerdì arrivava dalla Thailandia. E così salvammo la vita dei ragazzi». Quando nel 1942 la Società Salesiana accetta lo Yuet Wah College, Don Michele Suppo ed il chierico Gaetano Nicosia sono i primi Salesiani a lavorare per ben sei anni in quella scuola.
Sono anni nei quali Gaetano è impegnato sia in un’intensa attività catechistica, sia negli studi di teologia finalizzati all’ordinazione sacerdotale, che ha luogo – sempre a Macao – il giorno della Festa dell'Annunciazione, il 25 marzo del 1946 nella Chiesa del Seminario Diocesano intitolata a San Giuseppe. Nel 1948-1949, Don Gaetano Nicosia per un anno scolastico lavora nella incipiente Salesian School di Shau Kei Wan e per un altro anno (1949-1950) è collaboratore di Mons. Michele Arduino, vescovo di Shiuchow (ora Shaoguan) nella provincia di Guangdong, presso una delle più antiche comunità cattoliche presenti in Cina, risalente all’evangelizzazione del gesuita Padre Matteo Ricci, che in quella città visse dal 1589 al 1595. È così che Don Gaetano testimonia con i suoi occhi la liberazione comunista di Shiuchow il 7 ottobre 1949, Festa della Madonna del Rosario.
A causa degli ulteriori sviluppi della liberazione comunista sul continente, Don Nicosia non può più tornare a Shiuchow, che aveva lasciato alla fine del 1950 per tornare in patria a vedere la mamma. Tornato a Hong Kong nel 1952, per una decina di anni si dedica ad attività educative e pastorali presso la scuola di San Luigi e la parrocchia di Sant'Antonio (con un anno di trasferta nella Aberdeen Trade School, 1956-1957).
È però insoddisfatto: desidererebbe essere inviato in una missione con i più poveri, anzi con i malati del morbo di Hansen, come aveva promesso, ragazzo undicenne, a Gesù. Inoltre, il 17 luglio 1943, l’allora chierico Gaetano Nicosia aveva fatto voto al Signore, se avesse salvato mamma Grazia e il fratello Salvatore dagli orrori della guerra, di dedicarsi totalmente, col permesso dei Superiori, alla cura dei malati di morbo di Hansen. Proprio mentre i Superiori stanno organizzando il suo invio ad Agua de Dios (lebbrosario salesiano in Colombia) e Don Gaetano Nicosia sta lavorando temporaneamente a Cheung Chau come Vice-Direttore della comunità e Direttore dell'Oratorio Festivo, il vescovo di Macao, Mons. Paulo José Tavares, domanda all'Ispettore salesiano Don Luigi Massimino un missionario da mandare presso il lebbrosario nell’isola di Coloane. È così che il desiderio di Don Nicosia di vivere la missione con i più poveri e gli ultimi, viene inaspettatamente esaudito.
Si tratta di un compito estremamente impegnativo, poiché gli hanseniani, dapprima una sessantina poi cresciuti a circa un centinaio, vivono nel lebbrosario in stato di relativo abbandono, dopo la chiusura delle strutture ad essi dedicate in Cina ed il loro concentramento a Coloane. Le autorità governative ed ecclesiali di Macau non riescono ad occuparsi adequatamente di loro e i malati, che lì sono reclusi, non ricevono tutta l'assistenza di cui avrebbero bisogno, ma solo quella minima indispensabile da parte del medico preposto alla loro cura che li visita. Saltuariamente visitano il villaggio anche le Suore Canossiane di Coloane ed il Parroco di Taipa, da cui depende Coloane. Tra i Salesiani che prima di Don Nicosia si recavano saltuariamente a visitare gli hanseniani di Coloane vi è Don Luigi Montini. È un cugino di Mons. Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI ed all’epoca uno dei principali funzionari della Santa Sede). Don Luigi Montini aveva ottenuto aiuti sostanziosi per istituire una piccola scuola agricola sul versante Ovest della remota isola di Coloane per orfani e rifugiati dalla Cina. Accorreva al lebbrosario sul versante Est dell'isola quando chiamato per amministrare l'Unzione degli Infermi ecc.
Nonostante questa cura occasionale, chi, affetto dal morbo di Hansen, veniva inviato nel lebbrosario di Coloane era destinato a rimanervi fino alla morte, senza speranza alcuna di ritorno al precedente stato di vita. Oltretutto, anche in caso di guarigione, gli ex malati sarebbero probabilmente respinti dalla società, talmente forte è lo stigma sociale determinato dalla loro malattia. È triste dover dire che non mancano persone che, disperate, si suicidano all’interno della struttura gettandosi dalle rocce nel mare.
Il 12 agosto 1963 alle 3 del pomeriggio Don Gaetano Nicosia, accompagnato dal Coadiutore salesiano Sig. Maurizio Kwan Nim Cheong, sbarca nei pressi di Ká-Hó, un angolo remoto sul versante Est dell’isola di Coloane. Il villaggio degli hanseniani è raggiungibile solo in barca, ma nemmeno i barcaioli vogliono scendere a terra, per non entrare in contatto con gli ammalati, e i viveri vengono tirati a riva con le corde. Appena arrivato, Don Nicosia dà un nuovo nome al villaggio, chiamandolo "Villaggio dell'Addolorata". Lì Don Nicosia accoglie i malati e chiunque abbia bisogno di cure, non solo fornendo loro le medicine, ma anche, e soprattutto, dando loro una speranza. Per ben quarantasette anni sarà l’amico e il fratello di tutti, ascoltandoli e dando loro conforto al momento giusto.
Avvia quindi un piano di intervento che prevede non soltanto la cura medica dei malati, ma anche il miglioramento delle condizioni igieniche e abitative e la predisposizione di attività lavorative: l’alimentazione diviene adeguata; l’ambiente è mantenuto pulito e ordinato; le casette del villaggio vengono sistemate e rinnovate; altre strutture vengono edificate e soprattutto nel 1966, in sinergia colla Diocesi, viene eretta una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata. Infine, il villaggio viene reso autosufficiente per quanto riguarda l’acqua e l’energia. A ogni persona viene affidato un compito, retribuito: chi fa il falegname, chi il meccanico, chi l’autista. Chi risulta abile è arruolato nella coltivazione dei campi, nell’artigianato, nell’allevamento.
Il Villaggio dell'Addolorata si dà un Consiglio per le decisioni comuni. Don Nicosia vive con loro, in mezzo a loro, portando dignità, benessere e salute: fa giungere nella struttura medici e infermieri che prestino le cure mediche adeguate. I risultati non tardano ad arrivare: molte persone guarite, per le quali Don Nicosia si premura di trovare un’attività lavorativa, riescono a reinserirsi nella società. Negli anni '70, una quarantina di persone vengono dimesse. Un'altra settantina un po’ alla volta, tornano a vivere nel mondo. Per alcuni di loro il reinserimento resta però difficile: la famiglia d’origine non li accetta. E c’è, quindi, chi decide di tornare a vivere nel Villaggio dell'Addolorata.
Durante quegli anni, la cura verso gli ultimi va di pari passo con un’intensa attività di apostolato. Così, se prima del suo arrivo nel lebbrosario di Coloane i cattolici erano pochissimi – una quindicina –, attraverso il suo esempio di vita, la condivisione delle sofferenze e la proposta della parola di Dio, le conversioni alla fede cristiana si moltiplicano nel tempo. Il Villaggio dell'Addolorata viene chiamato la “Città della gioia”, in primo luogo per le cure rivolte alle anime dei suoi residenti, ai quali Don Nicosia indica un altro possibile modo di affrontare la malattia e le sue conseguenze: quello dell’imitazione di Cristo crocifisso. È il segno che il fine ultimo della missione, al di là dei benefici materiali e delle cure corporali di cui si può fare promotrice, rimane sempre la salvezza eterna delle anime. Non solo Don Nicosia parla della fede, ma la sua testimonianza è tale che tutti i residenti del Villaggio dell'Addolorata si convertono alla Chiesa Cattolica.
Un gran numero di persone volonterose, attratte dall'esempio di Don Gaetano Nicosia, si lasciano successivamente coinvolgere nel suo lavoro di fede e di amore a favore dei nostri fratelli e sorelle hanseniani: le Suore Annunziatrici del Signore (SAL), le Volontarie di Don Bosco (VDB), le Suore di Nostra Signora degli Angeli (MNDA), le Missionarie Francescane di Maria (FMM), le Suore della Carità di S. Anna (HCSA); queste ultime vi lavorano fino ad oggi nel Centro de Santa Lúcia. Di grande aiuto a Don Gaetano Nicosia sono gli altri tre grandi amici dei poveri in Macau: il Gesuita Padre Luís Ruiz Suárez SJ, la Canossiana Madre Maria Goisis FdCC e il sacerdote diocesano Padre Lancelote Miguel Rodrigues. Tante altre persone di Macau, membri del Governo, membri dei servizi medici ed infermieristici, membri di associazioni ecclesiali e civili, membri del clero diocesano e religioso offrono il loro aiuto a Don Nicosia, che viene sostenuto anche da una fittissima rete di benefattori e benefattrici da tutto il mondo. Ammirevole è anche la relazione di stretta collaborazione che Don Nicosia nutre con tutte le prime autorità ecclesiali (Vescovi) e civili (Governatori e Chief Executives) di Macau.
Il Villaggio dell'Addolorata è a circa un chilometro di distanza da Ká-Hó, il più vicino villaggio, pieno di bambini. Don Gaetano Nicosia si prende cura anche di loro, organizzando tra loro l'Oratorio festivo già la seconda domenica dopo il suo arrivo. Per bambini e adolescenti che non hanno altre possibilità di scolarizzazione, Don Nicosia costruisce due scuole in Ká-Hó: la Escola S. José per bambini e bambine, la Escola Dom Luís Versiglia per adolescenti. Ambedue le scuole sono internati. Affiderà poi la prima alle cure delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la seconda alle cure dei Salesiani di Don Bosco.
Per bambini spastici, già nel 1968 Don Nicosia aveva aperto un'opera per loro in una villa data dal vescovo sulla Penha. Similmente, nelle vicinanze del Villaggio dell'Addolorata fonda il Centro Santa Lucia per donne bisognose. A cominciare dal 1980, Don Nicosia aiuta le migliaia di hanseniani della provincia del Guangdong, dove collabora con le autorità locali al recupero dei malati e dei bambini, figli di pazienti hanseniani, offrendo loro educazione scolastica e sostegno per il loro futuro. Non a torto Don Gaetano Nicosia è stato chiamato "Angelo degli Hanseniani" e "Padre dell'infanzia povera e abbandonata".
L’opera di Don Nicosia a Coloane, a Macau e sul continente continua ininterrotta fino al 23 settembre 2010, quando una grave caduta mina la sua salute, per cui deve essere portato all'ospedale. L'11 ottobre viene trasferito a Hong Kong, prima nel St. Paul's Hospital delle Suore di St. Paul de Chartres (SPC) in Causeway Bay e poi nella St. Mary's Home for the Aged delle Piccole Sorelle dei Poveri (LSP) in Wong Chuk Hang Aberdeen, con un'interruzione di due anni (2015-2016) nella Braga House della Salesian Missionary House di Shau Kei Wan.
Negli ultimi anni in cui il fisico, a causa dell’età, diventa debole e la salute peggiora, riesce ancora ad andare due volte in Italia – accompagnato dal vescovo emerito di Hong Kong, il cardinale salesiano Joseph Zen Ze Kiun. Prima, nel 2012, per partecipare ad Acireale di Catania alla Beatificazione del suo compaesano e amico del cuore Padre Gabriele Maria Allegra O.F.M. Poi, nel 2015, per i suoi cent'anni e i duecento anni di Don Bosco, incontrando a Roma Papa Francesco e Papa Emerito Benedetto XVI, ed a Torino il nuovo Rettor Maggiore dei Salesiani Don Ángel Fernández Artime.
Nasce al cielo, come speriamo, la sera del 6 novembre 2017, all’età di cento e due anni, dopo una vita tutta orientata a vivere il Da mihi animas cetera tolle di Don Bosco. Muore circondato da una dozzina di persone: Salesiani, Volontarie di Don Bosco, una Piccola Sorella dei Poveri, inservienti di ruolo e volontarie, ex-allieve della sua scuola, e due adolescenti, tutti che pregano attorno al suo letto. È lucido fino all'ultimo. Quella mattina – intuendo che era giunta l’ora della morte – aveva chiesto a una Piccola Sorella dei Poveri di cercare un sacerdote per l’unzione degli infermi. I confratelli salesiani accorrono e il cardinale Joseph Zen celebra la santa Messa al suo capezzale, permettendo così a Don Nicosia di ricevere l’Ultima Comunione (Viatico) poco prima della morte.
Un doppio funerale viene celebrato per lui. Il primo è celebrato a Hong Kong nella St. Anthony's Church, dove Don Nicosia aveva servito da giovane prete per ben dieci anni, con la Messa da Requiem la sera del venerdì 10 novembre e la Messa Funebre il pomeriggio del sabato 11 novembre. La domenica 12 novembre i suoi resti mortali vengono trasportati (via Cina continentale) a Macau, dove Don Nicosia ha passato ben cinquantasei anni della sua lunga vita. Nella cattedrale di Macau ha luogo il secondo funerale, con la Messa da Requiem il lunedì 13 novembre sera e la Messa Funebre la mattina di martedì 14 novembre. Poi i suoi resti mortali vengono sepolti presso il Cimitero San Michele di Macau, nel sepolcreto salesiano, dove i resti mortali dei Salesiani morti a Macau "aspettano la risurrezione".
Rispondendo alla diffusa convinzione che nella vita e nel lavoro di Don Gaetano Nicosia Dio ha impresso uno splendido segno della sua amorosa presenza, il Vescovo di Macau Mons. Stephen Lee Bun Sang il 17 gennaio 2026, nella Chiesa dell'Addolorata a Coloane, circondato da una folla di fedeli, ha dato pubblico inizio alla Inchiesta Diocesana sulla fama di santità e di segni e sulla eroicità delle virtù del "Servo di Dio Don Gaetano Nicosia, missionario salesiano in Cina".